
ANGELA HEWITT pianoforte
About the Event
IUC - Istituzione Universitaria dei Concerti, per il ciclo Calliope presenta:
Sabato 20 febbraio 2027 ore 17.30 Aula Magna Sapienza Università di Roma
ANGELA HEWITT pianoforte
Programma:
Domenico Scarlatti (1685-1757)
Sonata in re maggiore K 491
Sonata in si minore K 377
Sonata in la maggiore K 208
Sonata in sol maggiore K 14
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Partita n. 4 in re maggiore BWV 828
Fryderyk Chopin (1810-1849)
Tre mazurche per pianoforte op. 50
Fryderyk Chopin
Fantasia in fa minore per pianoforte op. 49
Fryderyk Chopin
Scherzo per pianoforte n. 2 in si bemolle minore op. 31
Tra le pianiste più note a livello mondiale, Angela Hewitt appare regolarmente in recital e con le più importanti orchestre in Europa, nelle Americhe, in Australia e in Asia. Ammessa nella Hall of Fame di Gramophone nel 2015, le sue performance e registrazioni delle opere di J.S. Bach hanno sempre ottenuto un particolare riconoscimento, segnalandola come una delle interpreti di riferimento del compositore ai giorni nostri. La pianista canadese, ormai habitué della IUC, sarà impegnata in programma che accosta gli amatissimi Scarlatti (le quattro Sonate proposte ne testimoniano la straordinaria inventiva, dagli accenti di fanfara della K. 491 e dal ritmo serrato della K. 377, fino alla celebre K. 208 e alle agilità virtuosistiche della giovanile K. 14) alla monumentale Partita n. 4 in re maggiore di Bach pubblicata nel 1728 all'interno del Clavier-Übung I. Introdotta da una solenne e sfarzosa Ouverture in stile francese, l'opera si sviluppa in una successione di danze stilizzate caratterizzate da una scrittura contrappuntistica. Il programma propone poi alcune celebri pagine della maturità di Fryderyk Chopin. L'apertura è affidata alle Tre Mazurche Op. 50, pubblicate nel 1842, nelle quali la stilizzazione della danza popolare polacca raggiunge un altissimo livello di complessità armonica e polifonica. A seguire, la Fantasia in fa minore Op. 49 si presenta come una delle sue opere costruita su un fitto contrasto di temi che scaturisce da una solenne marcia iniziale. Chiude il concerto lo Scherzo n. 2 Op. 31, una delle pagine più celebri del repertorio chopiniano.